Quando lo abbiamo conosciuto, Gigio era poco più di uno scricciolo bianco e nero: curioso, affettuosissimo con gli esseri umani e con quell’aria da cucciolo che sembra voler scoprire tutto quello che gli capita intorno 🐾
Era luglio del 2024 e qualcuno aveva deciso di abbandonarlo nella nostra colonia felina. Possiamo soltanto immaginare quale sia stato il ragionamento: “Ci sono tanti altri gatti, qui starà bene”. È un’idea tanto intuitiva quanto pericolosamente sbagliata.
Una colonia non è un rifugio. Una colonia felina non è un gruppo di gatti messi insieme casualmente, pronto ad accogliere qualunque nuovo arrivato. Al suo interno esistono equilibri, legami, gerarchie e un territorio condiviso che i suoi membri riconoscono come proprio. Un gatto estraneo, comparso improvvisamente nel cuore di quel territorio, può essere percepito come una minaccia e respinto anche con aggressività. Ed è esattamente quello che stava succedendo a Gigio.
Quel giorno eravamo arrivati al cortiletto per uno dei consueti turni di alimentazione. Una giornata apparentemente come tante, almeno fino a quando ci siamo accorti che qualcosa non andava. Gigio era completamente accerchiato. Intorno a lui c’erano diversi membri della colonia, alcuni già in evidente posizione di attacco. In mezzo, quel piccolo gatto bianco e nero si era improvvisamente ritrovato solo, circondato da animali molto più grandi di lui e in un territorio che non conosceva.
Siamo intervenuti immediatamente, lo abbiamo prelevato e messo al sicuro. È bastato pochissimo per capire che difficilmente poteva trattarsi di un cucciolo cresciuto per strada. Gigio era ben nutrito, pulito e, soprattutto, perfettamente abituato al contatto con le persone. Cercava gli esseri umani, si lasciava avvicinare e coccolare e mostrava quella fiducia che raccontava, senza bisogno di molte parole, una vita precedente trascorsa probabilmente accanto a qualcuno. Come fosse arrivato lì non potevamo dimostrarlo. Ma tutto, in lui, ci diceva che la colonia non era mai stata casa sua.
Una volta preso in carico, per Gigio è cominciato il percorso che riserviamo ai piccoli che passano attraverso l’associazione. Durante lo stallo abbiamo effettuato le analisi preliminari necessarie e provveduto alla sverminazione, al trattamento antiparassitario ed ai primi vaccini. Nel frattempo, abbiamo iniziato a conoscerlo davvero. Dietro quel cucciolo che avevamo trovato in una situazione così pericolosa c’era un piccolo concentrato di curiosità e affetto, felice di ricevere attenzioni e ancora più felice di restituirle.
Sembrava avere tutte le carte in regola per conquistare qualcuno in cinque minuti. E invece la parte successiva della sua storia ci ha ricordato una delle realtà meno romantiche del mondo delle adozioni: non sempre essere meravigliosi basta a trovare subito una famiglia.
Per Gigio abbiamo cercato a lungo. Sono passati mesi, tra appelli, contatti e speranze che ogni volta sembravano poter diventare quella giusta. Ma la sua casa continuava a non arrivare. Noi, però, sapevamo che da qualche parte doveva esserci. Dopo mesi di ricerca, grazie ad Arianna per Gigio è finalmente arrivata la possibilità che stavamo aspettando ❤️
Quella possibilità è diventata una casa. E quella casa è diventata la sua famiglia. Il cucciolo abbandonato in un luogo nel quale qualcuno aveva probabilmente immaginato che sarebbe stato automaticamente accolto dagli altri gatti oggi vive circondato da qualcosa di molto diverso: persone che lo hanno scelto, che si prendono cura di lui e che lo amano.
È coccolato, viziato quanto basta, probabilmente anche un po’ più di quanto basta, e soprattutto è al sicuro. Quando ripensiamo al modo in cui lo abbiamo trovato, accerchiato e in pericolo, il contrasto con la sua vita di adesso non potrebbe essere più grande. Ed è proprio questo che rende la sua storia così importante per noi.
Gigio ci ha lasciato anche una lezione. Abbandonare un gatto in una colonia felina non significa affidarlo agli altri gatti. Non significa garantirgli cibo, protezione o compagnia. Significa introdurre un animale in un territorio che non conosce, all’interno di un gruppo con equilibri già consolidati, esponendolo a conflitti, fughe, ferite e pericoli che possono avere conseguenze molto serie.
Gigio ha avuto la fortuna che noi arrivassimo proprio mentre la situazione stava precipitando. Poi ha avuto quella di incontrare le persone giuste lungo il proprio cammino. A chi lo ha lasciato nel nostro cortiletto non possiamo dire perché lo abbia fatto. Possiamo però dire con certezza una cosa: Gigio non “stava benissimo perché c’erano altri gatti”. Stava correndo un rischio.
La sua vera fortuna è cominciata quando da quel cortiletto è uscito. Ed è culminata quando, dopo mesi di attesa, ha finalmente trovato il posto nel quale nessuno lo avrebbe lasciato più. Buona vita, Gigio. Questa volta, la casa è davvero casa.❤️🐾